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Uro-oncologia

L'uro-oncologia è uno dei fronti in cui medac Pharma è da sempre impegnata, soprattutto nel trattamento del cancro alla vescica, tra i primi sette tumori più diagnosticati al mondo.

Da sempre medac Pharma è impegnata sul fronte dell’uro-oncologia, in particolare nel trattamento del tumore alla vescica, tra i primi sette tumori più diagnosticati nel mondo, che in Italia si assesta invece al quarto posto(6) dopo i tumori della prostata, colon-retto e polmone.

Cos’è il tumore alla vescica

In particolare medac Pharma offre soluzioni nell’ambito del tumore alla vescica non muscolo invasivo (NMIBC), che si sviluppa nello strato più superficiale dell’organo. (1)

In Italia nel 2020 sono stati circa 25.500 i nuovi casi di neoplasia vescicale (20.500 tra gli uomini e 5.000 tra le donne), pari rispettivamente al 10,5% e al 3% di tutti i tumori. (3)

Il trend è in leggera diminuzione negli uomini, mentre resta stabile nelle donne. Si tratta di una neoplasia maligna che interessa soprattutto anziani e sesso maschile. Negli uomini è il quarto cancro più frequente dopo i 50 anni con un tasso di incidenza standardizzato pari a 68.9 per 100.000, nelle donne 12.4 per 100.000.

Il tumore alla vescica non muscolo invasivo è classificato in tre diversi stadi (4):

  • Stadio Ta, circoscritto alla parete più interna della vescica (urotelio)    
  • Stadio T1, il tumore ha già invaso il tessuto connettivo sotto la parete interna di rivestimento (urotelio) della vescica, ma non si è ancora sviluppato nella porzione muscolare della parete vescicale
  • CIS, carcinoma in situ, un tipo di tumore confinato nell’urotelio ma con alto rischio di diffusione negli strati più profondi della vescica

Nei livelli Ta e T1 il tumore appare solitamente come una piccola massa a forma di grappolo che si sviluppa verso il centro della vescica, ma non si estende negli strati più profondi. (4)

Figura 1. Stadiazione e gradi di rischio del tumore vescicale (7)

Quali sono i fattori di rischio associati al tumore alla vescica?

Tra i fattori di rischio associati al carcinoma della vescica non muscolo invasivo si segnalano:

  • Fumo: è il più importante fattore di rischio ed è responsabile di circa il 50% dei casi (2-3)
  • Esposizione sul posto di lavoro a sostanze chimiche (ammine aromatiche, idrocarburi policiclici aromatici e clorinati) utilizzate nella produzione di plastica, vernici, pellame e gomma (2)
  • Ciclofosfamide: è un farmaco antitumorale utilizzato nella cura di vari tipi di neoplasie (2-3)
  • Radioterapia nella zona pelvica per il trattamento del cancro alla prostata (3)
  • Alimentazione: un eccesso di carni rosse e bevande alcoliche può rappresentare un fattore rischio anche se non troppo marcato di neoplasia della vescica (3)
  • Sostanze cancerogene ambientali: tra queste si segnalano l’arsenico presente nell'acqua potabile, le amine aromatiche e i pesticidi impiegati in agricoltura (3)
  • Suscettibilità genetica: sembra avere un impatto più modesto. La letteratura scientifica non ha dimostrato variazioni genetiche associate al tumore vescicale (2)

 

Perché fare prevenzione primaria è importante?

La principale forma di prevenzione del tumore alla vescica non muscolo invasivo è l’eliminazione dei fattori di rischio, in particolar modo il fumo di sigaretta e l’esposizione a prodotti tossici. Tuttavia, grazie alle normative per la sicurezza nei luoghi di lavoro il pericolo occupazionale si è ridotto. (3)

Resta fondamentale saper riconoscere segni e sintomi di questa patologia per una diagnosi precoce, la macroematuria (sangue visibile nelle urine) per esempio è il più frequente.

Le forme superficiali del tumore (Ta-T1) raramente si manifestano con disturbi come l’urgenza minzionale, pollachiuria (aumento della frequenza minzionale) o stranguria (emissione di urina dolorosa e intermittente). Questi sintomi sono più tipici del carcinoma in situ. (3)

Il tipo di trattamento da attivare dipenderà dall'andamento della crescita del cancro. Sarà l’urologo a valutare il grado e lo stadio del tumore e a decidere il percorso terapeutico più appropriato.

Una volta diagnosticata e trattata la malattia, le possibilità di sopravvivenza sono abbastanza buone nei pazienti con NMIBC. In un cancro alla vescica non muscolo invasivo di alto grado la sopravvivenza è di circa 70-85% a 10 anni. Tali percentuali aumentano in caso di basso grado. Una diagnosi tempestiva e controlli periodici restano però fondamentali. (1)

Bibliografia:

  1. Urology Care Foundation (The Official Foundation of the American Urology Association). Carcinoma della vescica non muscolo-invasivo: una guida per il paziente, 2017
  2. Comitato SIU Linee Guida - SIU (Società Italiana di Urologia) e EAU (European Association of Utology). Linee Guida EAU sul tumore vescicale non muscolo invasivo (Ta T1 e CIS), 2019
  3. Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Linee guida tumori dell’urotelio, 2019 e 2021
  4. Società Italiana di Urologia, Cancro alla vescica non muscolo-invasivo
  5. Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Cistoscopia
  6. Fondazione AIOM. I numeri del cancro in Italia 2020
  7. Sanli, O., Dobruch, J., Knowles, M. et al. Bladder cancer. Nat Rev Dis Primers 3, 17022 (2017). doi.org/10.1038/nrdp.2017.22

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